Vorrei precisare a chi legge che i fatti descritti nelle Testimonianze sono  frutto della fiducia che le persone hanno riposto in me nel momento in cui mi hanno chiesto il loro aiuto e si sono affidati alla mia operatività, alla mia onestà e ai Poteri Divini  concessomi da Dio. Queste persone mi hanno seguita senza alcuna ombra di dubbio, hanno collaborato anche ascoltando i consigli che man mano le Entità mi suggerivano, hanno seguito un percorso di fede insieme a me, e, attraverso i miei Riti e le mie preghiere, ho potuto cambiare e modificare  la loro vita. Ma la cosa fondamentale è stata la fede che hanno riposto in me con la costanza, con la pazienza, perché non si può cambiare una vita vissuta in pieno disagio, con tante sofferenze per quaranta anni e pretendere di cambiarla in un mese o in un anno.
Tutte le persone che hanno rilasciato le dichiarazioni ne hanno autorizzato la pubblicazione sul sito e hanno depositato i certificati medici.
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Ciao Clara
Ti mando questa mia testimonianza vissuta nel Terremoto, ringrazio Dio che mi ha fatto il Miracolo e ringrazio te che hai chiesto la mia Protezione a Dio.

La casa di Pescara del Tronto era la casa di mia madre ed io continuavo ad andarci tutte le estati in quanto il clima è più fresco e mia figlia (42 anni) quando non aveva le ferie mi portava i suoi bambini (8 e 5 anni) affinché io li tenessi dal lunedì al venerdì perché era un posto tranquillo, essendo un paese fatto a scale non c'era pericolo di macchine in giro, immerso nella natura, mentre lei rimaneva ad Ascoli Piceno con il marito.
Avevo richiesto delle preghiere a Maria Clara diversi anni fa, in quanto l’ho sempre sentita vicina a me sentendola parlare alla radio sia con la sua sincera schiettezza, sia con la sua profonda fede, e lei mi aveva inviato due Talismani con la Figura di Gesù, uno per la famiglia ed uno per la casa.
La sera del terremoto qualcosa è successo di diverso, di solito io dormo con i miei nipoti, in un letto matrimoniale antico, ma quella sera andando a dormire dopo di loro, non ho ritrovato più un posticino in quanto il più piccolo si era girato e messo in diagonale. Non ho pensato a girarlo, ho preso un plaid, glielo messo sopra e sono andata a dormire in un letto in un'altra stanza nello stesso piano (primo piano).
La casa aveva due piani al piano terra dormivano mia sorella (75) e mio cognato (83); la stanza dove io ero andata a dormire era ancorata alla roccia ed aveva un pavimento di legno. La borsa dove avevo messo il Talismano per la famiglia l'avevo posizionata su una sedia ai piedi del letto.

ARRIVA IL TERREMOTO

Con la prima scossa è venuta giù mezza casa, ma la stanza dove ero io è rimasta integra attaccata alla roccia. Mi sono ritrovata sballottata e confusa, nel buio, con una nebbia di polvere di macerie intorno che rendeva tutto ancora più difficile per orizzontarsi ed un urlo demoniaco che risuonava intorno a me (non so se era il terremoto, i crolli o la gente che urlava).Tutto ad un tratto mi è apparsa davanti una flebile lucina nella nebbia poco distante da me... era la torcetta che avevo comprato il giorno prima ed ho ritrovato l'orientamento.
Ho trovato così un varco tra le macerie e ho cercato prima di tutto di raggiungere i miei nipoti, ma il tetto era crollato sopra la loro stanza ed aveva fatto precipitare il loro letto al piano inferiore.
Ho cercato di capire soltanto con la torcetta, perché non c'era luce, da dove provenissero le voci dei miei nipoti che nel frattempo mi chiamavano. Erano vivi. Il quadro sopra il letto mi è apparso davanti gli occhi e così mi sono potuta orizzontare. L'ho staccato dal muro e tenendolo addosso a me chiedevo aiuto alla Madonna. Ho iniziato a puntare la torcia per terra tra le macerie chiedendo ai bambini se riuscissero a vedere la luce. Nel frattempo cercavo di tranquillizzarli dicendogli di non piangere e di pregare, al più piccolo dicevo che i genitori stavano arrivando con l'elicottero, per non spaventarli delle continue scosse che continuavano. Appena il più grande mi ha detto che vedeva la lucina, ho iniziato a togliere quello che riuscivo da sopra di loro, non li vedevo, ma mi sono resa conto che il letto era spostato in avanti verso la sedia dove c'era il talismano di Gesù che mi avevi mandato.
Ho pregato con loro ad alta voce diverse volte l’Ave Maria ed, a mani nude, ho tolto coppi e tavole di legno che mi trovavo davanti per riuscire a individuare la posizione esatta.
Vista la mia impotenza a togliere il materiale più grosso e pesante quale anche la cappa del camino crollata sopra di loro ed alcune travi, sono andata a cercare di mettere qualcosa di liquido nella mia bocca in quanto la fatica e le macerie mi avevano disidratato. Nel frattempo il telefonino squillava, ma io non riuscivo a trovarlo perché la borsa era sotto le macerie. potevo trovare qualcosa da mettermi addosso perché ero in pigiama. Chiedevo degli altri miei due figli e da lontano gridando mi hanno detto che stavano tutti bene, in salvo, quindi ho cercato di andare da mia sorella e vedere come stava. La sentivo ma non riuscivo a capire il suo stato. Con la luce ho trovato uno spazio dove riuscivo a vederli, coperti da travi e macerie della sala soprastante e del tetto anch’esso collassato sopra di loro. Da un sottopassaggio rimasto illeso li ho raggiunti e liberati, poi siamo riusciti a trovare degli accappatoi per coprirci ed un paio di scarpe, almeno per me, per ritornare sopra i calcinacci per cercare di liberare i bimbi ancora sotto.


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Raccontata da mia figlia

Sentita la scossa che ci ha svegliati, abbiamo cercato di chiamare mia madre, ma non rispondendoci, abbiamo pensato di andare subito da lei. Così io e mio marito ci siamo vestiti, abbiamo preso le scarpe per i bimbi, un paio di bottiglie d'acqua, un paio di merendine, il cambio per i bimbi (e mio marito anche due paia di guanti da lavoro)
Appena arrivati a Pescara per strada c'era un'apocalisse, noi ci muovevamo con la luce dei telefonini in quanto non avevamo una torcia. Mio marito è sceso su quella strada che tagliava la costa come se non vedesse che era mezza franata, che l'altra mezza era piena di blocchi di cemento e rocce e che ci fossero altre scosse in corso, ci volava sopra ed anche quando si è reso conto che non ce la facevo, ha continuato a scendere dicendomi di aspettare lì perché lui doveva andare. Arrivata alla prima casa rimasta in piedi ho visto risalire la forma di qualcuno, ma non capivo chi fosse. Gliel’ho chiesto due volte alla seconda mi sono sentita rispondere debolmente “Sò io” allora ho capito che sulle sue spalle c’era qualcuno e gli ho chiesto “chi porti?” Quando mio figlio maggiore mi ha risposto con il suo nome il mio cuore è scoppiato di gioia, gli ho controllato le braccia e le gambe da lontano e, arrivata ai suoi piedi ho visto che erano scalzi. Ho così ripercorso la salita che prima sembrava lunghissima in pochissimo tempo e quando sono riscesa ho visto risalire anche mia madre mio marito con l'altro figlio ed i miei zii.

L'ARRIVO DI MIO GENERO

La stanchezza mi stava vincendo, mi sono seduta su un cumulo di detriti ma ad un certo punto ho sentito mio genero che ci chiamava da lontano così ho cercato di tranquillizzarlo dicendogli dove passare per raggiungerci. Appena gli ho indicato dov'erano i bambini ed ha realizzato che erano sotto i suoi piedi, ha chiesto solo se c'era qualcuno sotto la discesa vicina. Alla mia risposta negativa ha iniziato come una furia a buttare di sotto quello che trovava, la cappa del camino l'ha lanciata sotto come se fosse di polistirolo, non ha nemmeno realizzato quello che stava facendo, lanciando sotto anche travi lunghe 4 metri e tutto quello che gli si parava sotto i piedi. La prima cosa apparsa è stata il braccetto del figlio maggiore. Appena visto che lo muoveva la furia nello spostare le cose è aumentata ed ha spezzato e tolto la testata del letto che era incastrata, ma che li aveva riparati dal peggio. Tolta anche la testata è riuscito a tirare su il figlio minore. Dopo un abbraccio veloce, me lo ha messo sulle ginocchia ed ha continuato a buttare materiale di sotto finché non è arrivato all'altro figlio. È stato sicuramente un miracolo vederli entrambi interi, sani e salvi, e dopo un breve attimo di contentezza, mio genero è entrato in casa per prendere le scarpe per mia sorella e mio cognato, in quanto impossibile risalire a piedi nudi sulle macerie.
Finalmente salvi siamo riusciti a ricongiungerci con mia figlia, ritornare sulla strada principale e tornare a casa.
Mia sorella e mio cognato sono tornati ad Ascoli con l'ambulanza per precauzione, ma hanno riportato solo un punto al naso l'una e due punti sulla testa l'altro.
Anche la famiglia di mio fratello che si trovava in un altro punto del paese non ha riportato ferite gravi, solo mio nipote (53anni) ha avuto una leggera ischemia coronarica da sforzo.
Si può dire che la protezione su di noi ha funzionato completamente in quanto io ho scavato a mani nude e su di esse non ho riportato nemmeno un graffio.
I bambini stanno bene, hanno avuto un brutto sogno e adesso ne vanno fieri, perché hanno avuto un'esperienza che attira l'attenzione degli altri.
Il loro più grande dispiacere è che le ferite stanno perdendo la crosticina: per loro era un vanto mostrare i graffi riportati (per fortuna solo graffi) e facevano a gara a chi ne aveva di più.

Grazie, grazie, grazie.
Giuseppa

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